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Da sempre la ricerca di legami rappresenta la principale aspirazione inconscia degli esseri umani. Se prestiamo bene attenzione, riusciremo ad avvertire ovunque dei legami.

Legami di sangue, legami di amicizia, di amore. Oltre a questi legami che sono, sì, evidenti ma non tendono a lasciare segno alcuno, esistono altri tipi di legami, molto più profondi e radicati, c’è bisogno di tendere bene le orecchie per sentirli, lasciano segni profondi e alle volte indelebili: sono i legami erotici, i nodi bondage.

Come riuscire a spiegarti, attraverso le parole, tutta la bellezza e la sensualità nascoste dietro una costrizione che smette di essere costrizione in quanto consensuale?

Nodi Bondage: una forma di poesia che lascia segni visibili del suo passaggio sulla pelle

Che diviene poesia proprio a causa della sua natura, perdona il gioco di parole, ‘con-cordata’ con la quale ognuno dei componenti del gioco accetta il proprio ruolo e si affida all’altro in un alternarsi di sensazioni e sentimenti che i profani di questa disciplina possono soltanto provare ad immaginare.

Persino una cosa così semplice e quotidiana come un nodo si eleva ad arte nel bondage, una forma di poesia che lascia segni visibili del suo passaggio sulla pelle, striature, disegni, linee infinite tempestate di microscopiche screpolature, smagliature artificiali che fanno della pelle qualcosa di ancora più personale ed unico come un tatuaggio in bassorilievo di colore rosso acceso.

La disciplina del bondage consiste nella costrizione fisica o nella limitazione temporanea dei movimenti del partner tramite nodi, legature, corsetti, bavagli e tutto ciò che la fantasia può suggerirti, ricordandoti sempre che si tratta di un gioco e che bisogna stare attenti ad osservare delle semplici regole di base in quanto i nodi possono trasformarsi in un autentico pericolo se non si ha una buona padronanza del bondage.

Ogni nodo serrato nel bondage rappresenta un abbraccio, qualcosa di avvolgente che ti imprigiona ma ti fa sentire, allo stesso tempo, libero; una gabbia che hai acconsentito ad indossare e che viene cucita passo dopo passo, sapientemente, direttamente sulla tua pelle, un vestito di corde e legature e cappi e nodi, completamente intrecciato su misura.

Nel BDSM i nodi, le corde, ma anche le manette, i corpetti e i ganci sono utilizzati per immobilizzare il partner o anche per sospenderlo in aria, molto spesso per l’orgasm control, il controllo del piacere altrui.

E’ molto frequente l’utilizzo di sex toys, vibratori, dilatatori anali, hitachi per stimolare costantemente il piacere delle donne, ma anche degli uomini.

L’utilizzo studiato dei nodi nel bondage riesce a creare un grado di costrizione tale da consentire a chi è legato soltanto di poter urlare o serrare le palpebre, negandogli il culmine del piacere, continuando a stimolarli fino a far raggiungere loro un orgasmo disperato.

Attraverso il bondage e la costrizione data dai nodi si può anche praticare la “deprivazione sensoriale“, impedire al partner di poter utilizzare la maggior parte dei cinque sensi, una sensazione estraniante che, nonostante l’assenza dei sensi, riuscirà comunque a catapultarti in un universo di puro piacere.

L’aspetto più affascinante del bondage è sicuramente rappresentato dal rapporto di profonda fiducia che deve necessariamente sussistere per poter mettere in pratica quest’antica arte. La fiducia reciproca rappresenta l’ingrediente fondamentale, senza il quale tutte le sensazioni di piacere descritte si annullerebbero inesorabilmente.

Proprio grazie all’elemento della fiducia si può riuscire, infatti, ad assaporare il totale abbandono dato dal sentirsi in balia di qualcosa che impedisce movimenti che il corpo compirebbe normalmente.

E’ il donare all’altro la propria libertà, affidargli temporaneamente il proprio corpo.

I nodi, nel bondage, rappresentano l’accettazione da parte del “sub” di sottomettersi alla volontà del proprio “dom”.

E’ un tipo di rapporto, un tipo di intesa, che va ben oltre ciò che E. L. James è riuscita solo lontanamente a sfiorare nella sua trilogia delle ‘50 sfumature‘.

Per capire la sensualità e la bellezza che si celano dietro quest’antica disciplina, bisognerebbe partire dallo Shibari (l’arte giapponese di legare i prigionieri di guerra che si è evoluta in seguito in arte per costrizioni erotiche), passare attraverso il padre del sadismo, Donatien-Alphonse-Françoise de Sade noto ai più semplicemente come Marchese de Sade, per poi finire a scrittori, sempre francesi, ma più contemporanei, come Anne Desclos che, sotto lo pseudonimo di Pauline Reage, scrisse uno dei capolavori della moderna letteratura BDSM: Histoire d’O.

Anche molti altri artisti hanno trovato nel bondage e nel fascino dei suoi nodi una fonte di ispirazione, come i nostrani Milo Manara e Guido Crepax che, attraverso i loro fumetti, sono riusciti a far eccitare moltissimi tra adolescenti e non.

Non bisogna, però, confondere il bondage col sadomasochismo. Il bondage ne rappresenta soltanto una branca. Nel bondage vero e proprio non è previsto dolore, così come non sono previste stimolazioni sessuali tramite altri oggetti.

La stimolazione erotica ed il dolore dati da pratiche sadomasochistiche rappresentano soltanto un di più, un valore aggiunto a ciò che è già un quadro assolutamente perfetto.

Così come il pittore che sceglie la sua personale tavolozza di colori per ottenere il miglior risultato possibile, il “rigger” nel bondage sceglie la sua qualità di corda, il colore, la lunghezza, la rigidità dei suoi nodi e la tesse sapientemente come farebbe un ragno con la sua tela intorno al partner, esaltando la bellezza del corpo altrui attraverso disegni di nodi ed intrecci.

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In Conclusione

Concludendo questo viaggio attraverso questo nuovo universo in cui meridiani e paralleli rappresentano la rete che imprigiona, che stimola, che comprime, siamo certi di aver acceso in te la curiosità e la voglia di provare a cimentarti in questa disciplina.

Che tu sia un dom o un sub, i consigli da seguire restano esattamente gli stessi: comincia con un light bondage, ossia l’immobilizzazione di mani e piedi tramite nodi, magari su un letto; se ne vorrai ancora, potrai provare a cimentarti in nodi più complessi, senza mai dimenticare la ricetta base di questi giochi di bondage: fiducia e prudenza.

Una volta oltrepassata la soglia della stanza rossa di Mr Grey, difficilmente avrai voglia di uscirne. Bisogna accettare la nostra natura umana, una natura curiosa, perversa, che ha bisogno di sperimentare, di conoscere, di provare costantemente nuove sensazioni.

Quella che ti abbiamo descritto qui è la disciplina da cui partire per realizzare qualunque tipo di gioco erotico di dominazione. Grazie ai nodi bondage, riusciranno ad imprigionarti anche l’anima.